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5 Febbraio 2007

La Sicilia centro strategico per lo sviluppo dell'Africa

Milano, 5 febbraio 2007 - Da alcuni mesi la Fondazione Banco di Sicilia, con il supporto di Ambrosetti – The European House, sta portando avanti un corposo e articolato progetto finalizzato a valorizzare il ruolo strategico che la Sicilia può svolgere per favorire la crescita industriale ed economica di molti paesi africani.

Per lungo tempo il continente africano è stato dimenticato dalla business community internazionale. Minata nel suo complesso da grandi problematiche sociali, logorata dal flagello della fame e dal propagarsi di grandi epidemie, corrosa da endemici conflitti distruttivi, l’Africa degli scorsi decenni, seppur al centro di iniziative socio-umanitarie di portata mondiale, è inesorabilmente scivolata ai margini dei grandi flussi economici-finanziari.

All’alba di questo terzo millennio si aprono però incoraggianti orizzonti. Un PIL complessivo che ormai da qualche anno segue un trend di crescita del 4%, una popolazione giovane di oltre 850 milioni di persone, una crescita costante e convincente che coinvolge la quasi totalità dei suoi paesi: le potenzialità dell’Africa non possono più passare inosservate.

Nuove e importanti opportunità si palesano non solo nel Magreb o in Sud Africa, ma anche nell’area sub-sahariana dove, oltre alla Nigeria e l’Angola, occorre seguire con attenzione anche realtà come il Ghana e il Mozambico o la Guinea equatoriale che hanno recentemente avviato efficaci riforme strutturali.

Non è un mistero che la Cina, sull’onda di un boom economico che pare irrefrenabile, stia già attuando un piano di nuovo colonialismo verso l’Africa stringendo con i governi e le leadership locali alleanze strategiche in grado di avviare nuovi rapporti e di consolidare quelli già esistenti.

Ma i possibili margini di azione sono ancora molti. Proprio in quest’ottica, favorite anche da motivazioni puramente geografiche, l'Italia e ancor più la Sicilia possono fungere da ponte fra Africa e Europa dando consistenza e supporto a un percorso di sviluppo virtuoso.

Non è solo, ovviamente, una questione di vicinanza: la Sicilia possiede i requisiti per proporsi a tutti gli effetti come centro di interrelazione fra culture differenti e come fulcro di cooperazione internazionale.

“Ben presto, molto probabilmente, un grande ponte collegherà le sponde della Sicilia con quelle del resto del continente. Passerà sopra lo Stretto e avrà linee avveniristiche. A me, però, piace pensare che in un futuro non troppo lontano anche un altro ponte avrà le proprie fondamenta in Sicilia, un ponte fatto non da cemento ma da una trama ben consolidata di relazioni commerciali, di strategie industriali, di partnership, di accordi plurilaterali che possa dar linfa al concetto di EurAfrica, quell’idea geopolitica che già negli anni Trenta ipotizzava un’integrazione sociale, culturale ed economica fra i due Continenti.” Afferma Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia.

Il Progetto e la Ricerca

Sulla base di queste considerazioni, la Fondazione Banco di Sicilia sta conducendo, in collaborazione con Ambrosetti – The European House, una corposa ricerca mirata a 'capire l'Africa', ovvero a presentare un quadro e un’interpretazione della composita realtà del continente al fine di evidenziare le opportunità di business e individuare le aree idonee ad ospitare eventuali stabilimenti di imprese europee.

Il Comitato Guida che indirizza la Ricerca è costituito da:

  • Giovanni Puglisi (Presidente della Fondazione Banco di Sicilia)
  • Nunzio Guglielmino (Vice-Governatore Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa)
  • Antonio Martino (Deputato, già Ministro della Difesa)
  • Ferdinando Nelli Feroci (Capo Gabinetto, Ministero degli Esteri)
  • Paolo Pucci di Benischi (Segretario Generale della Farnesina)
  • Andrea Riccardi (Fondatore della Comunità di Sant’Egidio)
  • Paolo Savona (Professore presso LUISS “Guido Carli” e Vice-Presidente Vicario di Capitalia)
  • Walter Veltroni (Sindaco di Roma)
  • James D. Wolfensohn (già Presidente World Bank)

Il Forum di Maggio

I risultati della ricerca saranno resi noti nel corso di un Forum di portata internazionale che la Fondazione organizzerà a maggio (venerdì 18 e sabato 19) a Palermo presso la sede della Società Siciliana di Storia Patria.

Sarà quella l’occasione per coinvolgere direttamente sul progetto decisori pubblici, business community e opinion leader provenienti da molti paesi europei e africani.

Il Forum, che vuole diventare un appuntamento annuale, si pone precisi obiettivi. Nello specifico mira a:

  • tracciare lo scenario politico ed economico dell’Africa;
  • evidenziare quali opportunità di business esistano già oggi in Africa per l’Europa;
  • sollecitare l’attenzione dei decisori pubblici, delle istituzioni competenti, degli opinion leader, delle business community sul ruolo che l’Europa potrà avere nel futuro sviluppo economico e industriale dell’Africa;
  • sottolineare come l’Italia e la Sicilia in particolare possano avere un ruolo chiave in questo disegno. 

 

Fondazione Banco di Sicilia

Nata nel dicembre del 1991, la Fondazione Banco di Sicilia si pone come scopo prioritario quello di favorire la crescita sociale, culturale ed economica della Sicilia. Attraverso l’implementazione di piani pluriennali realizza progetti finalizzati a fornire all’intera collettività risposte utili, puntuali e concrete, privilegiando il modello operating che, essenzialmente, prevede la concretizzazione di iniziative proprie. I principali settori di intervento spaziano dalla ricerca scientifica all’istruzione, dall’arte ai beni culturali, dallo sviluppo sostenibile alla formazione. A tutto ciò si affiancano azioni di solidarietà sociale, di volontariato e di beneficenza. Presieduta da Giovanni Puglisi, la Fondazione è azionista di Capitalia e dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani. La sua sede di Palermo, Villa Zito, ospita il Museo d’Arte e Archeologia intitolato a Ignazio Mormino.

 

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