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19 Maggio 2007

Da Palermo proposte concrete per lo sviluppo dell’Africa e per l’interazione fra il vecchio continente e il sud del mondo

Resi noti i risultati della ricerca commissionata dalla Fondazione Banco di Sicilia e realizzata da Ambrosetti: Otto i settori di intervento per contribuire alla crescita africana e valorizzare il territorio siciliano

Milano, 19 Maggio 2007. Otto proposte concrete destinate a quindici Paesi africani, in grado di generare benefici per l’Africa e, al contempo, opportunità per l’Europa e la Sicilia. È il risultato della ricerca realizzata da “The European House Ambrosetti” e commissionata dalla Fondazione Banco di Sicilia sul tema dello “Sviluppo dell’Africa: un’opportunità per l’Europa, l’Italia e la Sicilia”. I risultati della ricerca sono stati resi noti questa mattina a Palermo, nel corso della seconda e ultima giornata del forum internazionale sull’Africa, promosso dalla stessa Fondazione Banco di Sicilia nei locali della Società siciliana per la Storia Patria.

I dati comuni agli otto settori d’intervento sono orientati verso iniziative in grado di attivare investimenti diretti siciliani in Africa e costruire in Sicilia competenze d’eccellenza per rendere la Regione punto di passaggio obbligato per chi vuole operare in Africa. 

 

Queste le otto proposte:

  1. Realizzare in Sicilia un centro di raccordo delle competenze mediche disponibili in Europa e in Italia, mediante la fornitura di servizi di telemedicina e l’avvio di progetti di assistenza nel settore delle infrastrutture dell’Africa (La proposta si rivolge a Mozambico, Malawi, Tanzania, Guinea Bissau, Angola, Nigeria, Repubblica democratica del Congo e Camerun).
  2. Costruire un consorzio (costituito dalle principali istituzioni della regione) con sede in Sicilia che, con funzioni di servizio, attragga e selezioni gli studenti africani in selezionate aree disciplinari. Questo anche mediante un programma che permetta la frequenza degli studenti dell’Africa nelle università siciliane e in appositi stage in aziende dell’Isola. La proposta si può realizzare anche attraverso la gestione di un campus che preveda soggiorni destinati agli studenti africani e lo studio delle lingue europee (Destinatari gli studenti di Camerun, Marocco, Tunisia, Congo, Egitto, Mozambico Ghana e Senegal).
  3. Favorire la presenza del sistema bancario italiano in tutte le zone di interesse delle aziende italiane operanti in Africa, convincendo le principali banche italiane a sviluppare la propria presenza strategica nel continente africano. Questo può avvenire attraverso l’apertura di reti di filiali, l’acquisizione di istituti di credito locali e mediante il finanziamento di progetti specifici e di collaborazioni di lungo periodo con le banche africane (Paesi target possono essere Sudafrica, Tunisia, Marocco, Senegal e Costa d’Avorio).
  4. Promuovere intese su specifiche tematiche (educazione primaria, secondaria e terziaria, cultura, salute, municipalizzate, pianificazione urbanistica, rapporto centri-periferia) tra le principali città siciliane e alcune significative città africane. La proposta si concretizza nell’avvio di forme di cooperazione decentrata su specifici progetti che coinvolgano le città di Sicilia ed Africa (Fra le città africane, Yamoussokro in Costa d’Avorio e Dakar in Senegal per progetti nel campo dell’educazione scolastica e sanitaria; Bamako in Mali, per collaborazione sui temi del decentramento amministrativo; Tunisi in Tunisia e Casablanca e Fez in Marocco per la tutela del patrimonio artistico e culturale locale).
  5. Costituire in Sicilia una grande law firm con uffici in molti Paesi africani, che svolga attività di consulenza legale per le imprese europee, italiane e siciliane che intendono operare in Africa. Si tratterebbe di costituire una società siciliana che si occupi degli aspetti riconducibili al “diritto societario internazionale”. (Destinatari, Egitto, Marocco, Mozambico, Senegal, Sudafrica e Tunisia).
  6. Realizzare nell’Isola un think tank che supporti i Paesi africani nello sviluppo e nella realizzazione di iniziative localizzate per una efficiente generazione di energia su base rinnovabile e la distribuzione a livello locale (la proposta è destinata soprattutto a Congo, Sudafrica, Angola, Mozambico e Camerun).
  7. Attivare in Sicilia un osservatorio in grado di monitorare i fenomeni della violenza a livello di singolo Paese africano o tra più Stati e di agire informando le organizzazioni internazionali sugli scenari relativi a possibili rivolgimenti sociali. In questo modo, i Paesi considerati a basso rischio dall’osservatorio, sarebbero più attrattivi per investimenti diretti esteri, siciliani in primis .
  8. Rendere la Sicilia il centro strategico per lo sviluppo dell’Africa, trasformando la regione nel centro relazionale fra Africa ed Europa. In questo modo, la Sicilia diverrebbe il luogo fisico in cui abbiano sede i maggiori momenti di dibattito internazionale sui temi dell’Africa e delle relazioni Nord-Sud. In una prima fase, l’avvio dell’iniziativa potrebbe coinvolgere in via prioritaria Angola, Burkina Faso, Camerun, Repubblica democratica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Guinea Bissau, Marocco, Mali, Malawi, Mozambico, Senegal, Sudafrica e Tunisia.

 

In definitiva, la ricerca tende a sviluppare iniziative imprenditoriali di aziende siciliane in Africa; sviluppare know-how nell’Isola in termini di valorizzazione delle competenze esistenti e di creazione di nuove competenze ex novo; costruire relazioni continuative fra territori, istituzioni e aziende siciliane ed africane; attrarre talenti africani per formarli nella nostra Regione; favorire un ritorno di immagine della Sicilia, anche grazie alla costruzione di una rete internazionale permanente fra Africa ed Europa; valorizzare il pieno utilizzo del patrimonio artistico e urbanistico siciliano, attraendo nell’isola maggiore attenzione internazionale.

 

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