Punte brillanti di lance
10 Febbraio 2017

Punte brillanti di lance

Inaugurazione a Palazzo Branciforte
venerdì 10 febbraio, ore 18.30 

  • INGRESSO GRATUITO DAL MARTEDI' ALLA DOMENICA
  • fino al 28 marzo - N. 4 PROIEZIONI GIORNALIERE (ore 9:30 / 10:45 / 12:00 / 13:15) 

  • dal 1 al 12 marzo dal martedì al venerdìN. 2 PROIEZIONI GIORNALIERE (ore 11:00 / ore 17:00)
  • sabato e domenica - N. 4 PROIEZIONI GIORNALIERE (ore 11:00 / ore 12:15 / 17:00 / 18:15)


Il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusumano, il Presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore, la Presidente della Fondazione Merz di Torino, Beatrice Merz, sono lieti di annunciare l’inaugurazione del primo appuntamento del progetto Punte brillanti di lance, con le videoinstallazioni dell’artista egiziano Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971). Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Laura Barreca, rientra nel programma di iniziative di BAM-Biennale Arcipelago Mediterraneo.

Inoltre la Fondazione Merz, in collaborazione con il Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo, darà avvio al progetto su scala urbana La Via di Merz, con l’installazione di opere d’arte a cura della Fondazione Merz, e collocate sia all’interno dello spazio del Museo Salinas e sia sulla strada che lo collega a Palazzo Branciforte (via Bara all’Olivella) sede della Fondazione Sicilia. Il progetto proseguirà fino al 2018 in concomitanza con Manifesta12.

Due le videoinstallazioni di Wael Shawky presentate a Palermo: il film Al Araba Al Madfuna III (2015-16) installato nelle cripta della Chiesa dei SS. Euno e Giuliano, nel cuore arabo del centro storico di Palermo, riaperta al pubblico dopo il restauro; il film Cabaret Crusades: The Path to Cairo (2012) è installato all’interno del Monte di Pietà di Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia. Cantore delle vicende storiche legate alle crociate e alla cultura poetica araba, Wael Shawky, offre un punto di vista narrativo non-occidentale, e per analogia fornisce una visione trasversale sulla complessa situazione geo-politica contemporanea da cui dipendono gli equilibri non solo del Mediterraneo, ma dell’Europa e del mondo intero. A Palermo, centro culturale e geografico che unisce Oriente e Occidente, questo lavoro trova la sua ideale e attualissima collocazione.

SINOSSI DEI FILM

I film del ciclo Al Araba Al Madfuna sono stati girati nell’omonimo villaggio avvolto da antichi miti e leggende e situato vicino agli scavi di Osirion del Tempio di Seti I, nell’antica città di Abydos in Egitto. La trilogia riflette sui rituali di narrazione orale della comunità, dove i racconti ripetuti e trasmessi nel tempo diventano storie leggendarie che si ripropongono come nuova lettura del cambiamento e del progresso. Utilizzando uno stile teatrale e cinematografico moderno Shawky mette in scena bambini - vestiti da adulti con turbante, la tradizionale gallabiya e baffi posticci - che raccontano le parabole dello scrittore egiziano Mohamed Mustagab (1938-2005) Dayrout al-Shareif (1983). La loro narrazione si combina con la messa in scena di un fatto ispirato dall’incontro di Shawky con gli abitanti del villaggio che scavavano dei tunnel sotto casa, nella speranza di trovare dei tesori nascosti, secondo i racconti tramandati dai loro antenati.  In modo analogo, le parabole di Mohamed Mustagab collegano prospettive mitologiche del mondo metafisico, dell’invisibile con il mondo fisico materiale. I racconti scritti in versi, in lingua araba antica, riprendono anche questioni della nostra contemporaneità, in una dualità che si riflette anche nella composizione dei film.

Cabaret Crusades: The Path to Cairo è un film musicale di 58 minuti la cui sceneggiatura, ispirata agli scritti di Amin Maalouf, si trasforma in canzoni, cantate da cori di bambini. La composizione musicale si basa sulla musica tradizionale dei pescatori di perle del Bahrain. Le riprese hanno luogo nel Deserto Bianco (il deserto occidentale in Egitto) e a Marsiglia, e i protagonisti sono delle marionette a filo, realizzate a mano in vetro e ceramica con costumi anch’essi fatti su misura in pizzo, cotone, velluto e seta. Il lavoro di ricerca e di preparazione che ha preceduto le riprese comprende anche la realizzazione di disegni, la stampa di fotografie, il progetto teatrale e la sceneggiatura scritta. Il film è l’interpretazione mitica della seconda fase di spedizioni militari religiosamente sancite dal cristianesimo occidentale contro Gerusalemme e la Terra Santa. La storia basata sulla documentazione storica del periodo tra la prima e la seconda crociata (1099-1149) ha come protagonisti alcuni personaggi storici tra cui: Nur ad-Din Zangi, Rukn al-Din Mesud, Kilij Arslan, Sigurd I di Norvegia, Bernard di Clairvaux, Luigi VII di Francia, Conrad III di Germania, il Conte Raymond Berenguer IV di Barcellona, Papa Eugenio III, il vescovo Albert di Pomerania, Guglielmo II di Nevers e Ratibor I di Pomerania.

Wael Shawky è nato nel 1971 ad Alessandria d’Egitto. La sua produzione artistica spazia tra video, disegno e performance, esplorando in profondità i modi in cui si scrivono storia e mitologia, con una prospettiva critica sui racconti contemporanei legati agli stati di cambiamento e incertezza attuali. Tra gli artisti più importanti della sua generazione, Shawky ha sviluppato un linguaggio artistico originale che riunisce insieme estetica globale e temi politici. Ha esposto in tutto il mondo con mostre personali, come le più recenti al Castello di Rivoli e alla Fondazione Merz di Torino; alla Kunstahaus di Bregenz; al Mathaf: Arab Museum of Modern Art, Doha; al MoMA PS1, New York (2015); al K20, Düsseldorf (2014); alla Serpentine Gallery, Londra (2013); KW Berlino (2012); e ha partecipato grandi mostre collettive, tra cui la Biennale di Istanbul (2015); la Biennale di Sharjah (2013); e dOCUMENTA (13) (2012). Le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti istituzioni pubbliche come Tate Modern, Londra; MoMA, New York; MACBA, Barcellona; i Musei del Qatar, Doha.

Wael Shawky è il vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize, premio biennale internazionale per l’arte e la musica. 

Un ringraziamento particolare a Marco e Rossella Giammona per la preziosa collaborazione

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