DAI DEPOSITI DI VILLA ZITO.  Opere di Pippo Rizzo, Alfonso Amorelli, Manlio Giarrizzo
11 Maggio 2017

DAI DEPOSITI DI VILLA ZITO. Opere di Pippo Rizzo, Alfonso Amorelli, Manlio Giarrizzo

Palazzo Branciforte
16 maggio – 24 settembre 2017

Apre al pubblico martedì 16 maggio negli spazi espositivi di Palazzo Branciforte la mostraDai depositi di Villa Zito. Opere di Pippo Rizzo, Alfonso Amorelli, Manlio Giarrizzo. È la prima di un ciclo di esposizioni, dedicato agli autori della collezione di Villa Zito presenti nei depositi, che nel 2018 proseguirà con Eustachio Catalano, Leo Castro, Francesco Trombadori, Ottone Rosai e Mario Sironi.

La Fondazione Chiazzese, la Fondazione Sicilia e Sicily Art and Culture promuovono l’iniziativa con l’obiettivo di valorizzare i depositi che costituiscono le radici profonde di una collezione museale, allocati all’interno di spazi generalmente accessibili solo agli addetti ai lavori, sebbene in essi sia iscritta la storia della formazione di una collezione e dei suoi nuclei costituenti, che manifesta ed esplicita nel percorso espositivo una volontà narrativa tematica, cronologica ed autoriale.

La collezione dei dipinti della Fondazione Sicilia esposti a Villa Zito si snoda attraverso un arco temporale che abbraccia l’Otto e il Novecento, testimoniando i cambiamenti e le complesse vicende che hanno accompagnato due secoli cruciali per la nostra storia. Un lungo e complesso lavoro di studio e ricerca che ha permesso di inquadrare le opere nella giusta prospettiva storico-critica e di realizzarne un nuovo e più moderno allestimento. Della collezione di dipinti una cospicua parte si trova proprio nei depositi, all’interno dei quali si annoverano, come di consueto, opere minori, ma anche interessanti testimonianze artistiche, utili per studi ed approfondimenti, ma anche per una rilettura degli autori e dei periodi storici.

In questo modo, i “Depositi” subiscono una mutazione semantica che, da magazzini che contengono le opere escluse dal percorso espositivo permanente, trasforma questi ultimi in fondamentali corollari della vita del museo, di cui costituiscono una inesauribile riserva di spunti, suggestioni, emozioni.


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