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8 May 2007

Con una mostra di stampe e disegni dal ’500 al ’700 sui “Confini della Sicilia” la Fondazione Banco di Sicilia alla Fiera Internazionale del Libro di Torino

La Fondazione Banco di Sicilia partecipa alla Fiera Internazionale del Libro di Torino (in programma al Lingotto dal 10 al 14 maggio) esponendo vari “pezzi” tratti dalla collezione di stampe e disegni e dalla Biblioteca del suo Museo d’Arte e Archeologia Ignazio Mormino. La Fiera del Libro, che quest’anno festeggia la XX edizione, ha come tema conduttore “I confini”, visti in tutti i risvolti sociali, economici ed etnico – religiosi.

Per questa ragione, sono stati scelti volumi e carte geografiche, del periodo dal Cinquecento al Settecento, che hanno quale protagonista la Sicilia cartografica. I confini geografici dell’Isola sono i mari che la circondano: il mare non ha confini ma confina con tutte le terre del globo favorendo gli scambi e contribuendo ad avvicinare civiltà. La storia della Sicilia è una conferma di ciò.

Tutti i volumi e le carte geografiche presenti nella mostra, allestita in un apposito stand della Fondazione Banco di Sicilia, rivestono un particolare interesse storico – geografico.

Fra le opere di maggior rilievo spiccano: Isole appartenenti all’Italia di Leandro Alberti pubblicata a Venezia nel 1588 da Altobello Salicato, isolario aggiunto per la prima volta nel 1561 al volume Descrittione di tutta Italia, una delle più complete opere di geografia dell’Italia del Cinquecento; Sicilia antiqua cum minoribusinsulis ei adjacentibus di Filippo Cluverio, fondatore dello studio della geografia storica attraverso l’uso di fonti letterarie ed epigrafiche, stampata a Leida dall’Officina Elzeviriana nel 1619; Italia di Giovanni Antonio Magini data in luce da Fabio suo figliuolo, il primo Atlante d’Italia composto da 61 carte geografiche curate nel 1596 da Giovanni Antonio Magini e stampato a Bologna dal figlio nel 1620, nonché la ricca descrizione delle fortezze marittime, dei porti e delle coste della Sicilia, presente nell’opera di Pierre de Calleyo y Angulo, Description de l’isle de Sicile etde ses cotes maritimes, avec le plans de toutes le forteresses, pubblicata ad Amsterdam nel 1719.

La carta incisa su rame all’acquaforte Siciliae veteris typus, inserita da Abraham Ortelius nel volume Parergon Teatri pubblicato quale supplemento storico al Theatrum Orbis Terrarum, assieme ad una serie di carte storiche da lui stesso compilate, è fra le più significative di tutta la produzione cartografica del Cinquecento. Inserita nell’edizione del Theatrum stampato ad Anversa nel 1584, assume grande rilievo nella storia della cartografia dell’Isola in quanto rappresenta il primo tentativo di confronto tra la Sicilia antica delle fonti letterarie, di particolare interesse per gli studi rinascimentali della cultura classica, e la Sicilia della cartografia moderna. L’evoluzione del rilievo cartografico della Sicilia, nel Cinquecento ancora legato alle descrizioni della geografia tolemaica, è evidenziata nella selezione esposta nello stand della Fondazione con la presenza di sei carte geografiche, tutte incise su rame all’acquaforte.

Fra queste, da segnalare Sicilia Regnum stampata ad Amsterdam nel 1635 dall’olandese Joan Blaeu, figlio del noto tipografo e cartografo Willem, autore dell’Atlas Maior, la più importante raccolta cartografica del XVII secolo nonché la carta nautica La costa d’Italia da porto Hercole fino a C. dell’Armeet una parte di Sicilia et Sardinia, tratta dall’Isolario di Maria Vincenzo Coronelli stampato a Venezia nel 1690.

 

 

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